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Unione del Commercio del Turismo dei Servizi e delle Professioni della Provincia di Milano



Responsible Care  Programma Responsible Care  Note informative  

L'ambiente e la chimica

Praticamente tutte le attività possono avere un impatto sull'ambiente. Si deve
però ricordare che soltanto con lo sviluppo tecnologico è, e sarà possibile,
soddisfare lo standard di vita che ognuno di noi si aspetta.

Ed anche far fronte all'aumento della popolazione nel mondo, alla fame, al
fabbisogno di acqua, al buco dell'ozono, alle epidemie: importantissimi e
difficili problemi che attendono soluzioni urgenti, anche e specialmente con
l'aiuto della chimica.

Per questo è importante raggiungere un adeguato equilibrio tra l'attività
industriale e la salvaguardia della Salute, Sicurezza, Ambiente e le esigenze
commerciali in termini di costi, profittabilità, competitività, livelli
occupazionali e investimenti: tale equilibrio viene definito oggi con il termine
"sviluppo sostenibile" che è diventato il criterio base per la valutazione
delle nuove attività.
Si deve assolutamente tener conto che l'atteggiamento delle persone nei
confronti dell'Ambiente è oggi profondamente mutato: ciò che ieri costituiva
normale pratica, oggi non lo è più e, domani, sarà regolamentato
legislativamente e controllato; ciò si sta già verificando sia in ambito
lavorativo che al suo esterno.

Quello che invece non è mutato nell'opinione pubblica è l'immagine che si ha
ancora dell'industria chimica: essa viene tuttora considerata (come indicano
le indagini fatte) tra le industrie più pericolose e dannose per l'uomo e
l'ambiente, e vengono suggerite regolamentazioni più rigorose e sanzioni più
pesanti.

Si dimentica completamente che il mondo di oggi non può assolutamente
farne a meno, a cominciare dalla farmaceutica fino alle materie plastiche, alle fibre,
ai materiali speciali.

La chimica deve prendere atto di questa situazione e deve assumersi in tutti
i suoi settori le proprie responsabilità per fronteggiare la situazione e passare
da un atteggiamento passivo ad uno attivo anche per evitare che nuove iniziative
legislative, sempre più severe, siano ritenute l'unica soluzione per garantire
un progressivo miglioramento delle condizioni ambientali.